martedì 19 giugno 2012

Quattro chiacchiere con... Margaret Gaiottina!!

Come annunciato nel post precedente, ecco a voi l'intervista a Margaret Gaiottina. Se non avete ancora letto il libro vi consiglio di andare prima a leggere la recensione e poi l'intervista! 



Angel:  Ciao Margaret e benvenuta nella Biblioteca dei Sogni. Grazie per aver accettato di rispondere a qualche domanda, è un vero piacere averti come ospite nel blog. Partiamo con una domanda semplice. Hai sempre voluto fare la scrittrice? 

Margaret: La passione per la lettura e la scrittura ti ha sempre accompagnato durante la vita o c’è stato un particolare momento in cui ti sei avvicinata a questo magico mondo? Buongiornoe grazie dell’accoglienza e dell’ospitalità. Direi proprio di no, nel senso che ho sempre avuto una propensione per la scrittura, mi è sempre piaciuto molto fantasticare, ma ho tenuto i miei pensieri e le mie fantasie solo per me. La possibilità di condividerle con qualcuno è stata una scoperta, che al 98 per cento è sempre bella, piacevole e positiva, ovviamente dopo che si impara a digerire quel 2 per cento di avversità che si possono verificare! 

A: “Un nido di terra per la donna cristallo” è il tuo ultimo romanzo. Prima di esso sono usciti “La sedicesima notte” e “L’Alba della Chimera”. Descrivici questi due romanzi a modo tuo. Per te cosa rappresentano? 

M: La sedicesima notte è un romanzo d’esordio, che come dice l’espressione stessa risente di molta impulsività e poca rifinitura.ma nonostante ciò continua ad essere apprezzato, a suscitare curioistà, amore e odio. Sì perchè La sedicesima o la si ama molto o la si detesta con tutte le forze, non ci sono vie di mezzo, non c’è lettore che rimenga impietrito dal ribrezzo o folgorato dalla passione. L’alba della chimera invece è sicuramente più strutturato ed organico. Sono molto affezionata alla Chimera, forse perché Matthew, il suo protagonista ha conquistato irreversibilmente un pezzo del mio cuore. Credo che Il Nido però sia il migliore dei tre, e non lo dico perchè è l’ultimo romanzo, ma in quanto risente di un’esperienza maggiore, ho imparato dagli errori, o almeno cerco di farlo. 

 A: Avendo letto solo "Un nido di terra per la donna cristallo" non parlo molto dei due precedenti che non conosco bene. Questa storia, un po' complessa da alcuni punti di vista, come è nata? 


M: E’ nata dalla voglia di scrivere ciò che avrei voluto leggere. Ti capita mai di avere tra le mani un romanzo e fantasticare su ciò che avrebbe dovuto fare Lui in quel momento e cosa avrebbe dovuto rispondere Lei a quel punto? Io lo faccio e l’esigenza è diventata talmente forte da diventare stimolo per la scrittura. 

A: Il protagonista maschile è l’affascinante assassino, morto, Byron Kuja. Da morto Byron gioca a fare l’archeologo di nome Anghelos Dimiatridis. Come mai hai deciso di sdoppiare questo personaggio e di dargli due identità differenti? 

M: Dovevo rappresentare il dilemma di Icy, ovvero se credere ai propri occhi e alla somiglianza incredibile tra i due uomini , Angeos e Byron e accettare così il fatto assurdo che i morti possano ritornare sulla terra, oppure chiudere ogni prospettiva sovrannaturale. D’altra parte, Icy è una donna razionale, che deve abbattere non poche barriere culturali ed emotive per accettare che Byron Kuja è tornato sulla terra per compiere la sua missione. 

A: Dorinda è una donna forte che cerca di andare avanti nonostante l’umiliazione subita grazie all’ex marito. Nella sua vita ci sono alti e bassi ma lei affronta ogni situazione in modo deciso. È una donna che non si arrende facilmente. Credi che Dorinda possa essere, in qualche modo, un esempio da seguire? 

M: C’è una Dorinda in ognuno di noi, se mi passi l’espressione un po’ costruita! O almeno c’è una Dorinda dentro di me. Anche se, per fortuna, non tutte abbiamo un ex marito, tutte però abbiamo sicuramente una delusione o una serie di mazzate prese alle nostre spalle, che anche per un breve periodo, ci hanno tolto la fiducia negli altri. 

A: Oltre ai due protagonisti, nel romanzo spicca molto anche il personaggio dell’amica russa, Anita. Ti sei ispirata a qualcuno che conosci per scrivere di lei? Inoltre, fra Dorinda, Byron e Anita chi ti rispecchia di più?  

M: Anita nasce dall’esigenza di fare un contraltare alla super razionale Icy. Se lei è il trionfo dell’organizzato e della precisione, al contrario Anita è tutto ciò che può essere fantasioso, irrazionale, sovrannatuarale. Sicuramente io sono una persona molto razionale e con i piedi ben piantati per terra. E anche per questo credo di aver un bisogno molto forte di scrivere di mondi alternativi, di creature fantastiche. E’un modo per bilanciare un’eccessiva aderenza alla realtà che ho nella vita di ogni giorno. 

A: Nel romanzo parli molto della morte, è un tema centrale che costruisce la base della storia. Pero, in generale, cosa ne pensi della morte?

M: Parlarne, scriverne è un modo per esorcizzarne la paura. Io, a degli argomenti che tratto sono una gran fifona: ho paura dell’altezza, ho paura del buio, non entro in una casa degli orrori alluna park neanche pagata! 

A: Oltre ai morti, che morti non sembrano, e le coppe dell’immortalità i personaggi si ritrovano a fare anche alcune sedute spiritiche. Hai mai partecipato a una? 

M: No, è una dimensione che al di làdella scrittura non mi attrae.I morti vanno lasciati in pace. 

A: Se dovessi scegliere tre aggettivi per descrivere “Un nido di terra per la donna cristallo”, quali sceglieresti e perché?

M: Direi divertente e un po’ frizzante. Ma anche sensuale e…femminile!

A: Mi sono sempre chiesta se uno scrittore possa imparare o no qualcosa dai suoi personaggi. Se la risposta è sì, tu cosa hai imparato dai personaggi dei tuoi libri? 

M: I personaggi incarnano paure, desideri, aspirazioni, sentimenti, ciò che vorremmo essere, che non vorremmo mai diventare. Io vorrei avere la voglia di riemttersi in gioco con coraggio come fa Icy e un po’ della leggerezza gioiosa che ha Anita. Oltre al fatto diessere ancora in età per fare la studentessa all’Università come lei. 

A: Uno scrittore si trova davanti a situazioni differenti, a volte piacevoli a volte meno, alcune semplici altre difficili. Qual è la parte più facile, e qual è quella più difficile di essere scrittori? E ovviamente, perché? 

M: Eheheh questa si che è una bella domanda. La parte migliore e più semplice è senza dubbio quella creativa della scittura, ed è anche quella più liberatoria. Quando ti metti davanti alla tastiera con le idee chiare su cosa vuoi dire e come vuoi farlo, è fantastico. La parte peggiore invece sono ovviamente le critiche, che credo non facciano piacere a nessuno. Io le leggo tutte con attenzione, ecerco di imparare sempre. 

A: L’Italia sta attraversando una fase piuttosto critica quando si parla della letteratura. L’editoria non sta passando i giorni più felici e non si può dire che la popolazione italiana sia fatta da “troppi” lettori. Cosa ne pensi di questa situazione? Ci sono possibilità di miglioramento, secondo te? 

M: Allora, parlo di piccole cose, che sono quelle che capitano anche a me come lettrice innanzitutto. La gente normale fa fatica ad arrivare alla terza settimana del mese, e quindi far uscire dalla tesca anche dieci euro per un bene voluttuario come un romanzo a volte può essere complicato.Ma nello stesso tempo la lettura è svago e “ossigeno”,se mi passi il termine, e io sono disposta a comprare una maglietta di meno per calarmi in un mondo di emozioni forti. Spero che il miglioramento arrivi, ma credo sia un meccanismo a catena quello che debba essere messo in moto, un circolo virtuoso che potrà riguardare anche i libri, dopo che avrà toccato settori più rilevanti.. 

A: Tu sei la fondatrice della Bloody Roses Secret Society, che rapporto hai con le altre autrici del gruppo? Come si è evoluta la vostra società segreta in questi ultimi due anni? 

M:  Direi che c’è uno zoccolo duro all’interno del nosto gruppo, formato da coloro che leggono di più e commentano con più accanimento. Io sono un po’ lazzarona in confronto alle altre ragazze che forse hanno più tempo a disposizione di me. Ma faccio comunque la mia parte. 

A:  Parliamo un po’ di progetti futuri. I tre romanzi che sono stati pubblicati finora sono tutti di genere paranormal. In futuro, hai in mente di rimanere sempre sul genere oppure ti piacerebbe sperimentare qualcosa di nuovo? C’è un genere in particolare che ti attira?

M: Io sono fatta per il romance, quindi anche se dovesse scemare l’elemento fantasy, rimane sempre l’amore, e quello come genere credo che non tramonti mai. 

Grazie mille per la tua disponibilità. E' stato un vero piacere averti come ospite nel blog, dove, tra l'altro, tu e i tuoi romanzi sarete sempre i benvenuti. Seguiamo il protocollo e per non dimenticare la domanda di chiusura: prima di lasciarci vuoi aggiungere qualcosa? 

Sì, vorrei aggiungere che rispondere a queste domande mi ha dato modo di tirare fuori una parte un po’ nascosta di me che in genere non esce fuori d’abitudine nelle interviste. Grazie anche per questo. E poi volevo chiedere a tutti coloro che leggono o leggeranno i miei libri: commentate, commentate, commentate. Tutti i giudizi sono ben accetti, tranne le parolacce ovviamente. Sapere cosa pensa noi lettori è fondamentale, sempre. Grazie di nuovo!!!

1 commento:

  1. Che bella intervista!!!Io proprio in questo periodo sto leggendo Un nido di terra per la donna cristallo, mi sta piacendo!!!

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