domenica 13 maggio 2012

Recensione: Novecento di Alessandro Baricco

Cari lettori, oggi voglio parlarvi di un libriccino che ho letto mentre ero in "vacanza". Le mie ultime letture, eccetto una, sono state molto brevi però interessanti.
Il libro in questione è "Novecento" di Alessandro Baricco. Se non avete letto il libro avrete sicuramente sentito parlare del film "La leggenda del pianista sull'oceano" tratto dal libro e uscito nel 1998.

Autore: Alessandro Baricco
Titolo: Novecento
Editore: Feltrinelli
Pagine: 64
Prezzo: 5,00 €

Trama: Il libro racchiude la storia, raccontata dall'amico suonatore di tromba, sotto forma di monologo, di Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento, pianista sul transatlantico Virginian. Abbandonato sulla nave da emigranti, viene allevato da uno dei componenti dell'orchestra. I suoi elementi naturali divengono il transatlantico, il mare e la musica. Non è mai sceso a terra e vive ed esiste solo sul Virginian dove presto diventa un pianista di successo. Anche se non ha mai visto che mare e porti, viaggia moltissimo, con la fantasia, carpendo le notizie dai passeggeri che incontra. A 32 anni decide di scendere a terra, ma all'ultimo momento Novecento ci ripensa e corre a rifugiarsi nuovamente nell'antro della nave.

RECENSIONE

"Novecento" è  un monologo che, secondo l'autore stesso, può essere considerato come una via di mezzo fra  "una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce".
La lettura di questo libro è avvenuta per caso: cercando fra le vecchie cose di mia madre ho trovato il monologo ed essendo molto curiosa mi sono messa a leggere. Un'ora, non di più, serve per leggerlo, ma è un'ora di lettura piacevole e incantevole.

Ecco come comincia (e già  qui ho capito che mi sarebbe piaciuto):
Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi… Eppure c'era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte… magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni… alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare… e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov'era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l'America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l'aveva fatta lui, l'America.

La storia, ambientata sul transatlantico Virginian, narra la storia di un pianista di nome Danny Boodman T.D. Lemon Novecento. Appena neonato Novecento viene abbandonato sulla nave, cosa assai comune all'epoca, ma viene trovato dal marinaio Danny Boodman. 
Danny Boodman decide di prendersi cura del bambino e per otto anni gli fa da padre. Purtroppo però Danny muore e Novecento rimane orfano per la seconda volta. 

Dopo la morte di Danny, Novecento sparisce per alcuni giorni ma una sera viene trovato nella sala da ballo a suonare il piano. Non aveva mai suonato il piano, il ragazzino, però tutti rimangono stupiti dalla sua bravura. Da quel momento il poi, il piano e Novecento diventano una cosa sola: una leggenda. 
Per anni Novecento suonerà per i passeggeri della nave, sia per quelli della prima classe ma anche per quelli poveri che prima classe la possono solo sognare. 
Di lui parleranno sulla terra ferma ma lui non ci scenderà mai, sulla terra. Novecento diventa così il pianista sull'Oceano, una leggenda che nessun passeggero del Virginian scorda mai. 


Dopo aver sentito della bravura di Novecento Jelly Roll, il pianista che si autodefinisce l'inventore del Jazz, si reca sulla nave per sentire e sfidare Novecento, il pianista che non è mai sceso sulla terraferma. Una sfida alquanto bizzarra in un primo momento, perché a Novecento non interessano lo sfide, lui vuole semplicemente suonare la suo musica che classificarsi non può...

La storia è raccontata da un musicista e amico di Novecento. Da un personaggo completamente differente che diventa amico di Novecento; i due vivono insieme momenti belli e brutti, fino alla fine, soprattutto alla fine. 
Molto scorrevole e breve, ahimé troppo breve, questo libro ha qualcosa di assolutamente unico. La storia raccontata è molto bella, semplice e leggere. L'autore ci narra la vita di un personaggio singolare che è impossibile non amare. Un personaggio curioso, che vede il mondo in modo diverso da come lo vediamo noi. 
Novecento non è mai sceso dalla nave, anche se una volta ci ha provato ma si è tirato indietro, però conosce il mondo. Ascolta i racconti dei passeggeri e così impara a conoscere il mondo. Mentre suona viaggia, anche se di viaggi ne ha fatto, e fa, uno solo. 

Il libro ha uno stile semplice che, però, racchiude in se una quantità di emozioni complesse. Baricco ha quel speciale potere della parola che incanta e incuriosisce. Lo stile è diverso, un po' fiabesco e a tratti inafferrabile. 
Il modo in cui esprime le emozioni, la vita e le paure è quasi irreale e allo stesso tempo tanto, troppo, vicino a noi.  Baricco è un autore che sa come scrivere e sa come emozionare. 

"Novecento" si legge in poco tempo e ne vale assolutamente la pena. E' uno di quei libri che fa piacere leggere e che bisogna assolutamente avere nella libreria personale. E' stata la prima opera di Baricco che leggo e di sicuro non sarà l'ultima. "Novecento" è un libro da leggere, e rileggere, e voi fatelo perché non ve ne pentirete...

4 commenti:

  1. Un libro semplice, rapido ma davvero tanto profondo.
    L'ho letto d'un fiato, due volte di seguito!
    Ottima recensione!
    Un saluto!

    RispondiElimina
  2. L'ho letto...bellissimo!
    Un libricino davvero prezioso!

    RispondiElimina
  3. Da quel momento il poi, il piano e Novecento diventano una cosa sola: una legenda. FORSE VOLEVI DIRE LEGGENDA CON DUE G ..... -_-
    Fonti: Liceale che si rotola dal ridere sapendo che Novecento non era una leGenda per qualche cartina geografica o altro...

    RispondiElimina
  4. La leggenda del pianista dell'Oceano è uno dei miei film preferiti, specialmente la scena del duello e del balletto con l'Oceano. leggendo il libro, che poi è una sceneggiatura per il teatro, sembra di sentire le note del pianoforte echeggiare tra le righe. é un libricino proprio da non perdere!!!

    RispondiElimina