venerdì 9 dicembre 2011

Recensione: I nuovi schiavi di Kevin Bales


Titolo: I nuovi schiavi
Autore: Kevin Bales
Prezzo:  8.00 euro
Editore: Saggi Universale Economica Feltrinelli


La schiavitù non è affatto scomparsa: oggi si stimano circa ventisette milioni di schiavi. Se ne sa però troppo poco ed è proprio l'ignoranza a favorirne sopravvivenza e diffusione. Gli schiavi sono individui privati della libertà, costretti a lavorare senza possibilità di scelta, senza tutela, non pagati, in condizioni spesso disumane. Non si trovano solo nei paesi sottosviluppati, ma sono occultati anche nelle ricche capitali dell'Occidente democratico. Gli schiavi hanno un bassissimo costo, sono "usa e getta", rischiano la vita quotidianamente con lavori pericolosi o nella prostituzione, sono esposti a soprusi di ogni tipo, non più in base alla razza, bensì a causa della miseria.




RECENSIONE                


E' un libro indubbiamente pesante, allora mi chiederete perchè lo consigli?Perchè non è pesante il libro, ma il suo contenuto, alle volte la cruda
realtà è dura da digerire.

Questo è quello che fa questo libro, con parole forti ed incisive ci tiene informati e ci svela una realtà a noi ignota.Ebbene la schiavitù esiste ancora oggi nel 2011, impossibile da crederci, ma è così.Testimonianze dove la gente vive in situazioni brutali, abominevoli, disumane, inaccettabili moralmente ed eticamente, in tutto questo una domanda riecheggia forte, lo Stato di questi paesi cosa fa?

Sconvolgente da credere eppure la polizia è complice degli schiavisti, loro hanno il compito di riacciuffare gli schiavi che sono fuggiti, picchiarli e spaventarli per portarli poi di nuovo all'ovile.Il governo non intenrviene semplicemente perchè nega ancora l'esistenza della schiavitù , se solo ci fossero più indagini e persone che non si facessero corrompere..

La schiavitù col tempo si è evoluta, il tipo di schiavitù moderna è differente da quella antica, ha delle nette differenze, in primo luogo quella direi principale consiste nel fatto che gli schiavi vengono considerati merce "usa e getta", vengono spremuti come delle arance fino all'ultima goccia e poi buttati via, perchè da loro non si può più trarre profitto.

E' il profitto il fine della schiavitù, in un mondo in cui anche i valori fondamentali vengono calpestati, dove il denaro vale di più della dignità e della vita stessa di un uomo c'è da chiedersi c'è una via d'uscita?

Le donne thailandesi vengono raggirate con l'inganno a firmare un contratto di lavoro come segretarie o cameriere, ma arrivate nel luogo di lavoro che si trova in un'altra città, ecco che la verità si fa spazio con forza, svelando loro di essere in trappola e di dover vendere il proprio corpo senza ricavarne altro che una manciata di mangiare per sopravvivere.Queste donne costrette a prostituirsi moltissime volte al giorno , sono a rischio di malattie e di rimanere incinte.

Altre realtà spaventose si annidano tra le pagine di questo libro che a parer mio è poco conosciuto ed è stato poco pubblicizzato.

Bambini definiti la forza-lavoro, si occupano di creare mattoni nelle fornaci e lì ad altissime temperature se cadi, ti bruci e se non sei in grado di lavorare ti uccidono.


Gli schiavi da debito possono anche aver ereditato il debito dai genitori che a loro volta lo avevano ereditato, i debiti possono passare da generazioni a generazioni.

Gli schiavi vivono in casette fatte di fango e mattoni, non hanno un letto ma dormono in brandine, se qualcuno di loro si ammala bisogna chiedere un prestito al padrone che naturalmente gli e li darà volendo però poi in cambio il doppio .Il debito non verrà mai estinto, vi chiederete perchè?Semplice, il padrone trucca i conti e nel momento in  cui le famiglie scoprono l'inganno, tentano di organizzare la fuga che viene preceduta dal rapimento di un membro dei figli che viene tenuto come ostaggio dal padrone  che in questo modo non permettere alla famiglia la fuga.
La violenza è la principale arma dei proprietari di schiavi, sento di dirvi dunque che nel mondo c'è gente che non ha niente, non ha neanche il controllo della propria vita.Vi prego di comprare e leggere questo libro, ci sarebbero ancora tante cose da dire forse troppe, ma leggere quelle pagine è come entrare dentro un mondo che non conoscevamo che non è immaginario ma è il mondo reale , è il nostro mondo.
Un ultima domanda ci pone Kevin Bales, se non riusciamo ad abolire la schiavitù, possiamo davvero ritenerci liberi?


 Si, un libro che ti cambia dentro, che fa riflettere e crescere.Apriamo gli occhi  e forse qualche speranza ci sarà!


P.S: Per maggiori informazioni sull'argomento andate al sito http://www.antislavery.org/


                                                                                               Buon pomeriggio
                                                                                                    da Crissy

2 commenti:

  1. Crissy, avevo già notato questo libro in giro per la rete e il suo argomento non mi è nuovo. E' doloroso quanto aberrante venire a conoscenza delle tristi verità malcelate del mondo contemporaneo. Siamo nel 2011, eppure ancora non possiamo dirci liberi ed evoluti. Non solo la schiavitù è una realtà in continua crescita, essendo il mondo un buco nero in cui tutto dipende dal denaro, ma è anche una verità che nessuno vorrebbe vedere e in molti fingono di non conoscere. Ciò che mi domando è: C'è qualcosa che può fare il singolo individuo per fermare tutto questo? Temo che la risposta sia negativa, anche se ciò mi addolora. Viviamo in una società ammalata, in cui i Grandi del Mondo schiacciano le teste dei comuni mortali rendedoci tutti, anche se in modo diverso, schiavi. Ciò che mi rattrista è sapere che l'uomo comune approfitta di queste situazioni: sfrutta le prostitute bambine, fomenta la violenza e i soprusi, si nutre del dolore altrui senza comprendere che siamo tutti vittima dello stesso male.

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  2. Ahimè il singolo non può fare molto, tranne che diffondere la notizia e stare attenti che gli indumenti o gli oggetti che compriamo non siano frutto del lavoro di schiavi, come fare?Semplice è stato creato un simbolo che si chiama Rugmark che garantisce a chi compra l'assoluta estraneità del lavoro degli schiavi.Questo può fare la differenza.. non è molto ma c'è una cosa che ci rende più forti dei proprietari di schiavi, noi abbiamo speranza, noi abbiamo dei valori, noi lottiamo per la vita, perchè la vita di chiunque è importante..Inoltre il costo di questo libro và come fondo all'associazione Asi per liberare gli schiavi!Credere in un mondo migliore è importante!

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