mercoledì 30 marzo 2011

Recensione: Oscar e la dama in rosa di Eric-Emmanuel Schmitt

 Ieri ho preso in biblioteca il libro Oscar e la dama in rosa. Avevo letto molte recensione positive sul romanzo e ho deciso di verificare di persona. Che dire sono assolutamente d'accoro con tutti quelli che hanno detto che il libro è bello. 

Autore:Eric-Emmanuel Schmitt
Titolo:Oscar e la dama in rosa
Editore: BURBiblioteca Univ. Rizzoli
Prezzo: 6.50
Pagine: 90
Voto: 4/5

Trama: Oscar è un bambino di dieci anni. È malato, e i medici non riusciranno a salvarlo. In ospedale, riceve le visite di un'anziana signora, Nonna Rosa, che stringe con lui un formidabile legame d'affetto e lo invita a fare un gioco: fingere che ogni giorno duri dieci anni, e scrivere ogni giorno una lettera a Dio in cui raccontare le avventure e le esperienze di dieci anni, così come le fantasie e le paure, i rapporti con i genitori e i medici, l'amore per Peggy Blue, una bambina ricoverata nello stesso ospedale. Questo piccolo libro è composto da dodici lettere, dodici giorni in cui si concentra la vita di Oscar, giorni scapestrati e poetici, pieni di personaggi buffi e commoventi.


Recensione

Francamente non so da dove partire!
Oscar e la dama in rosa è un romanzo piccolo, insomma sono solo 90 pagine, ma un grande romanzo non si misura dal numero di pagine.
Il libro parla di Oscar, un ragazzo di dieci anni ma la sua vita sta già per finire. Oscar è malato. La leucemia lo sta uccidendo. E lui lo sa.
Non gli restano molti giorni di vita, così Nonna Rosa (la dama in rosa) propone un gioco. Un giorno per dieci anni. Oscar farà finta di vivere dieci anni in un solo giorno e racconterà la sua vita a Dio scrivendogli una lettera.
I temi principali trattati nel libro sono la morte e l'amore.

Oscar è consapevole della sua morte, sa bene che la sua vita sta per spegnersi. Non ha paura. A dire il vero è quello che ha meno paura di tutti. Quando passa per i corridoi dell'ospedale le infermiere lo guardano con lo sguardo triste; sua madre ha paura di abbracciarlo; i dottori hanno perso ogni speranza. Nessuno però vuole dirgli la verità. Oscari si lamenta di questo. Nessuno nell'ospedale ha coraggio di dirgli quello che succede, non vogliono dire niente per non spaventarlo, ma ad essere spaventati sono loro.
L'unica persona sincera con oscar è la Nonna Rosa.

L’ospedale è molto gradevole se sei un malato gradito. Io non faccio più piacere. Da quando sono stato sottoposto al trapianto di midollo osseo, sento proprio che non faccio più piacere. Quando il dottor Düsseldorf mi visita, la mattina, lo fa di malavoglia, lo deludo. Mi guarda senza dire nulla, come se avessi commesso un errore. Eppure ho affrontato con impegno l’operazione; sono stato bravo, mi sono lasciato addormentare, ho avuto male senza gridare, ho preso tutte le medicine. (...). Più il dottor Düsseldorf tace con il suo sguardo sconsolato, più mi sento colpevole. Ho capito che sono diventato un cattivo malato, un malato che impedisce di credere che la medicina sia straordinaria.


Oscar definisce i suoi genitori vigliacchi:


Poi il dottor Düsseldorf ha detto: “volete abbracciarlo?”Non ne avrò mai il coraggio” ha detto mia madre.Non deve vederci in questo stato” ha aggiunto mio padre.
Ed e stato allora che ho capito che i miei genitori erano due vigliacchi. Peggio: due vigliacchi che mi prendono per un vigliacco!


I genitori di Oscar hanno paura. La leucemia non sta solo uccidendo Oscar ma anche i suoi genitori soffrono ma Oscar non lo può sapere, non lo sa perché loro non gli hanno mai detto niente. Vogliono apparire forti agli occhi di Oscar ma l'effetto è l'esatto contrario. Più loro su ostinano a non parlare con Oscar della sua malattia più lui percepisce la loro paura. Oscar crede di non essere amato dai suoi genitori, ha paura di terrorizzarli.


Di che cosa gli accusi?”Hanno paura di me. Non osano parlarmi. E meno osano, più ho impressione di essere un mostro. Perché li terrorizzo? Sono così brutto? Puzzo? Sono diventato idiota senza rendermene conto?Non hanno paura di te, Oscar. Hanno paura della tua malattia”La mia malattia fa parte di me. Non devono comportarsi in modo diverso perché sono malato. O possono amare solo un Oscar in buona salute?Ti amano Osca. Me l'hanno detto”.


La storia è raccontata dal punto di vista di Oscar che scrive le lettere a Dio. Cerca di immedesimarsi in ogni età. Adolescenza, eta adulta, vecchiaia e infine la morte.
L'autore è riuscito a scrivere un romanzo da temi forti con una dolcezza straordinaria. La Nonna da consigli a Oscar ed è sempre sincera con lui. Poche righe, poche pagine, tante emozioni.
Mi ha colpito molo la frase che dice Oscar: Ho capito che sono diventato un cattivo malato, un malato che impedisce di credere che la medicina sia straordinaria.
Oscari non può parlare con nessuno perché secondo lui “i grandi per paura fanno finta di non sapere.”


L'ultima lettere è scritta dalla Nonna Rosa. Oscar è morto, la sua vita si è spezzata definitivamente. Prima di morire ha lasciato un biglietto: “Solo Dio ha diritto di svegliarmi.”


E' inutile dire che vi consiglio questo libro. Oscar e la dama in rosa è una piccola storia che fa riflettere e pensare. Un libro triste e dolce con una storia forte. Un personaggio forte.

"Testa d'uovo" lo chiamavano,lo chiamavano diverso, ma diverso non era.
Sapeva che doveva morire, me nessuno voleva dirglielo.Viveva la vita assaporandone ogni suo minimo istante.Era piccolo, aveva solo 10 anni, ma era più saggio di un vecchio di 60.Conobbe Dio, lo conobbe come amico.Un amico che quando gli venne a far visita, gli regalò un piacere immenso. Nell'ultimo periodo era sempre più stanco, e la voglia di dormire si faceva sempre più acuta.Lasciò un messaggio sul comodino: "Solo Dio ha il diritto di svegliarmi."La leucemia lo uccise, troppo giovane per morire. Troppo giovane per vivere la vita in pochi giorni. Troppo giovane.


Éric-Emmanuel Schmitt (Sainte-Foy-lès-Lyon, 28 marzo 1960) è un drammaturgo e scrittore francese. Le sue pièces teatrali sono tra le più rappresentate sui palcoscenici di tutta Europa.
Di origini franco-irlandesi, nonostante i genitori fossero entrambi degli sportivi, ha preferito dedicarsi agli studi letterari, diplomandosi al conservatorio di Lione. Qui ha coltivato i suoi due principali interessi: la musica e la filosofia. Dopodiché, nel 1983, si è laureato con la tesi "Diderot e la metafisica" all'École Normale Supérieure de la rue d'Ulm.
Nel 1991 ha intrapreso la sua attività come drammaturgo, tuttora in corso e a cui, nel frattempo, ha affiancato quelle di saggista e romanziere. La sua commedia Il visitatore ha vinto, nel 1993, tre Premi Molière: "Rivelazione teatrale", "Miglior autore", "Miglior spettacolo di teatro privato". 

2 commenti:

  1. Questo libro l'ho letto in neanche un ora mi sembra, mi aumentavano i brividi più andavano avanti, ho pianto alla fine! Peccato che siano solo 90 pagine, davvero bello. Lo consiglio a tutti! Ti fa apprezzare la vita, perché non sai mai quando puoi morire!

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    1. hai ragione frenk hert il libro oscar e la dama in rosa è un libro bello e commuovente

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