domenica 27 febbraio 2011

Recensione: La fiamma del destino di Mariachiara Cabrini + L'intervista

L'altro giorno vi avevo parlato del nuovo romanzo di Mariachiara Cabrini: La fiamma del destino. Oggi invece, ecco a voi la mia recensione e l'intervista con l'autrice, che è stata gentilissima...

Autore: Mariachiara Cabrini
Dati: Libro a copertina morbida, 188 pagine
Editore: Lulu.com

Trama: Anna, una ragazza come tante, viene catapultata in un’altra dimensione, dove la magia esiste ed è cosa di tutti i giorni. E’ il destino che l’ha portata lì, e gli abitanti di quel luogo aspettavano il suo arrivo da secoli. Lei dovrebbe salvare il loro mondo. Questa enorme responsabilità, che dovrebbe schiacciare Anna, la aiuta invece a dare uno scopo a questa svolta nella sua vita. Ha perso tutto ciò che le era caro, ma almeno tutto ciò che ha sofferto aveva un fine, o almeno così crede. Scoprirà invece che lei ha sì un ruolo nel futuro di quel pianeta, ma non un ruolo attivo…..

Non sarà lei a salvare quella gente, lei sarà solo un mezzo per fare agire qualcun altro. Non è lei l’eroe, ma solo l’arma. Ciò fa crollare le nuove fondamenta che si era costruita.La Fiamma del destino non è la storia di un eroina che compie il suo destino con coraggio e volontà, è la storia di una ragazza che deve arrendersi ad un destino amaro, e che solo accettando di lasciarsi andare in balia di eventi più grandi di lei e accettando di rinunciare ad ogni decisione riguardo a se stessa, potrà salvare un intero popolo. A volte non ci si può imporre sul caso o sul destino, non resta che arrendersi, e forse, la resa, ci porterà un’insperata vittoria.Un fantasy atipico per dei lettori atipici e speciali come voi siete. 


Recensione: Se vi chiedere se il libro mi è piaciuto vi dico di sì.
Partiamo dalla storia. La trama è molto interessante e promette bene. Il libro comincia con Anna che va all'università, viene abbandonata (apparentemente) dalla amica Sara e si ritrova a fare il tragitto in treno da sola. Durante il tragitto succede qualcosa di molto strano; Anna viene catapultata in una dimensione alquanto diversa dalla nostra. Si ritrova in un prato enorme, disorientata e sola. La prima persona che vede è un uomo che sembra quasi un cavaliere medievale. Il nome dell'uomo è Saiel e ha il compito di portare Anna dal suo signore, Acaon. Anche se disorientata e spaventata Anna decide si seguire Saiel, dopotutto non ne rimane altra scelta.
Acaon vive in un grande castello dove a quanto sembra tutti attendono con ansia il ritorno di Saiel. Ad Anna viene spiegato che molti anni fa era stata predetta una profezia. Un giorno in un determinato luogo sarebbe comparsa una fiamma. Questa fiamma avrebbe cambiato il destino del mondo.
Anna inoltre nota che in quel luogo tutte le persone hanno i capelli rossi, proprio come lei.
Anna viene associata alla Fiamma che il popolo aspettava da ormai troppo tempo. Bisogna però scoprire se Anna lo è veramente o no.

Anna deve sopportare il dolore della perdita di suoi genitori, amici e persone alle quali voleva bene. Non ha nessuno, è sola, abbandonata da tutti. Deve imparare a convivere in questo mondo strano; loro hanno uno stile di vita completamente diverso dal nostro.
In tutta questa confusione imparerà molte cose e comincerà a conoscere meglio le persone. La persona che le sta più accanto e Saiel; Anna è tenuta sotto controllo ventiquattro ore su ventiquattro ed è proprio Saiel a farle da guardia.
Alti personaggi importanti sono Wes, il mago, e Altair, il figlio primogenito di Acaon.
Tra questi tre personaggi, due cercheranno di fare corte ad Anna ma sarà il terzo a conquistare il suo cuore.

Tra i personaggi femminili abbiamo Ailinn, la sorella di Saiel. Ailinn è una persona frizzante, allegra e chiacchierona; a differenza dal fratello che non parla mai e per strappargli un piccolo sorriso bisogna darsi molto da fare.
Verso la fine del libro compaiono Aisha e Sara ( Sara quell'amica che sembrava lontana anni luce invece era lì vicino, da parte sbagliata però). Non dico troppo su questi due personaggi perché rivelerei troppo della storia, dico solo che se una vi starà simpatica l'altra di certo no.

Tornando un po ad Anna. Anna è un personaggio veramente particolare, dice quello che pensa, indipendentemente se lo dice a un amico o al signore di un popolo.
Anna ama la musica e raccontare storie. La musica accompagna la ragazza durante tutto il libro e hanno un importanza particolare per lei.
Musica, storie, antiche profezie, magia e amore sono gli elementi di questa storia. Elementi che l'autrice è riuscita a mischiare abilmente per creare un romanzo intrigante.

Il voto che do al romanzo 4- . Come ho detto su la trama promette molto bene e la storia si mantiene a un libello costante durante tutto il libro. Da cosa e dato quel - . Allora spesso, ad esempio anche all'inizio, la storia tende ad andare troppo velocemente. Penso che alcuni tratti andavano un po' rallentati e approfonditi maggiormente.

Consigliato: Assolutamente su. La fiamma del destino è un romanzo piacevole, ironico, triste e dolce. Ho amato la protagonista per la sua forza, determinazione e testardaggine (essendo anche io molto testarda a volte). Sono riuscita ad entrare nella storia e a immedesimarmi nei personaggi.
Non è il libro perfetto (che se non so se lo troverò mai, io ho sempre qualcosa da ridire), però è una lettura piacevole. Non ne rimarrete delusi.

L'autrice: Mariachiara Cabrini ha 28 anni, vive a Mantova e lavora in un ente locale. I libri sono la sua passione e sotto il nickname di WEIRDE cura un blog dedicato a loro, con particolare attenzione al genere urban fantasy:

Ed ora facciamo due chiacchiere con Mariachiare, che è stata molto gentile e disponibile....

Ciao Mariachiara, benvenuta a Angel's book. Grazie per avermi concesso questa intervista. Cominciamo con una domanda semplice: Chi è veramente Mariachiara Cabrini?
 Una ragazza di 28 anni con i capelli rossi che lavora in un piccolo comune come impiegata ed è laureata in Storia dell'arte. Amo leggere e scrivere ed il mio blog mi aiuta ad esprimere al meglio queste mie passioni, senza il blog probabilmente nessuno dei miei romanzi avrebbe mai visto la fine o la pubblicazione.

Il tuo blog, L'arte dello scrivere... forse, è molto famoso e seguito in Italia. Ti occupi soprattutto del genere urban fantasy. Perché proprio urban fantasy? Perché questo genere ti attira particolarmente?
Parlo di ogni genere di libri, di ciò che leggo, ciò che mi incuriosisce, mi piace non seguire le mode, giuro. Anche se ora l'urban fantasy è in voga io ne parlavo prima che lo fosse. E' un genere ibrido un pò horror un pò fantasy, un pò romanzo contemporaneo....io amo i generi difficili da collocare e misti. E adoro il fantasy in tutte le sue forme. Credo che la fantasia più sfrenata renda meglio in letteratura che non al cinema. Scrivere di cose irreali permette al lettore di aprire la mente e riguggire la realtà. Anche se mi piacciono in modo particolare gli urban fantasy dove realrà e fantasia si intrecciano, ma con un certo realismo e verosimiglianza col mondo reale. Rendere plausibile l'impossibile è difficile ma rende più afascinante u libro.Ad introdurmi all'urban fantasy è stato il telefilm Buffy, che amavo molto.

Pensi che i generi come urban fantasy e paranormal romance siano sottovalutati in Italia (compresi ovviamente i vari sottogeneri)? Perché?
Sono condiderati a tutt'oggi un genere da adolescenti da parecchia gente, mentre come ogni genere contine autori di ogni livello, compreso il livello più alto. Ma in fondo sono ibridi del fantasy, perciò non avranno mai una vera dignità qui da noi, rimarranno legati agli scaffali del genere fantasyico per sempre. Intanto mi godo però quest'attimo di fama del genere che permette a molti autori validi di arrivare in italia e spero che arrivi anche in massa un altro genere che io amo molto la fantascienza mista al fantasy ed al romance.

Cosa rappresenta per te scrivere?
Nonostante io sia una persona piuttosto realistica ho una gran fantasia e in testa mi frullano sempre tante storie, tante trame interessanti. E vorrei riuscire a raccontarle agli altri attraverso la scrittura.

Passando al tuo romanzo La fiamma del destino. CI parli della storia e dai personaggi?
La storia è semplice, ho preso spunto da un tema fantasy super classico, visto in tanti libri e tanti anime giapponesi: una ragazza viene catapultata in un altro mondo, un altra dimensione molto diversa dalla nostra, dove la magia esiste, e cdeve cercare di sopravvivere. Ha perso tutto del suo passato ma è viva e deve vivere in quello strano mondo a lei alieno. In più sembra che la genta del posto creda che la sua venuta fosse stata annunciata in una profezia e che lei debba avere un ruolo nel salvare quel mondo. Un peso enorme cade sulle spalle della ragazza, ma è quel peso a donarle la volontà di vivere lì, di adattarsi a quell'ambiente. Ma poi ho voluto discostarmi dalla trama classica, non volevo il solito fantasy dove l'eroe o eroina opi cresce, impara, e salva quel mondo. No. Lei e resta normale, più o meno, è no è lei che dovrà salvare quel mondo, non sarà l'eroe, ma solo un mezzo, un oggetto da essere usato.....

Con quale personaggio della storia ti identifichi maggiormente? 
Forse Anna, l'ho voluta creare tosta, fragile, con molte sfaccettature, molti, leggendo il libro, mi hanno rimproverato il fatto che nella seconda parte del libro lei cambi in peggio, ma in realtà io trovo si comporti in modo umano molto verosimile. E' stata strappata al suo mondo, e all'inizio soffriva tantissimo per questo, poi ha iniziato a riprendersi a riassumere il controllo della sua vita, credendo di essere finita lì per un motivo, per agire a favore di quel mondo per fare qualcosa....e questo lo accetta ed è pronta a fare ciò che deve, vuole farlo...poi scopre che non dovrà fare nulla se non lasciare che altri la usino come e quando vogliono....e ciò non riesce ad accettarlo dopo che aveva ricostrioto una parvenza di senso alla sua vita proprio sulla base che lei avrebbe agito. Io trovo normale che qui lei, perdendo le sue certezze cambi e torni a lamentarsi del suo destino. Il suo corpo, se stessa è tutto ciò che le resta del suo passato infondo e non vuole perdere anche quello.

Quando è nata la storia per questo romanzo?
Oddio, tanti anni fa, credo addirittura alla scuola superiore, almeno il prologo. Quindi circa dieci anni fa. L'iniziai insieme ad Imprinting, anzi prima, infatti l'Anna protagonista dei due romanzi in origine era lo stesso personaggio. Iniziai La fiamma, il prologo e pochi capitoli e mi impastanai, non sapevo bene come proseguire, trovavo la trama troppo per le mie esigue capacità di scrittrice, perciò tenni il personaggio di Anna e lo spostai in una trama non fantasy e molto più semplice e nacque Imprinting love.

La storia è ambientata in una dimensione molto diversa dalla nostra. Per creare questo “mondo” da dove hai preso spunto? Come mai?
L'idea della ragazza catapultata in un altra dimensione l'avrò vista in akmeno sei cartoni animati diversi credo e poi uno dei miei libri fantasy Preferiti, Lo specchio dei sogni, di R. Donaldson, contiene sempre questo spunto di partenza, poi però svuluppato in modo totalmente diverso. Il fatto di basare la magia del mondo aliena sui cinque elementi l'ho presa invece dal film di Luc Besson Il quinto elemento.

La fiamma del destino è il primo di una trilogia e il finale è molto aperto. Stai già lavorando al seguito? La storia riprenderà esattamente dalla fine de La fiamma del destino? Qualche piccola (proprio piccolissima) anticipazione?
La trilogia si intitola Trilogia delle Divinità. Perchè nella mia idea generale, i tre libri dovranno toccare il ruolo che le divinità dovrebbero avere al cenrto di una società e puntare l'attenzione sull'importanza e sul ruolo del libero arbitrio. Non posso dire di più per non rivelare troppo della trama del primo libro, ma chi l'ha letto capirà certamente cosa intendo, poichè già nel primo libro introduco questo argomento, che poi si amplierà sempre di più nel secondo libro della trilogia, che ha già un titolo, Il vento del cambiamento e ancora maggiormente nel terzo che per ora ha solo il titolo provvisorio di Il fiume della vita, che però potrebbe ancora cambiare.
 Il primo libro della trilogia aveva al centro Anna. Il secondo invece parlerà molto della sorella del capoclan dell'aria invaghita di Altair, e quindi loro due saranno al centro delle vicende. Il libro però riprende esattamente da dove la fiamma si era interrotto e anche Anna avrà ancora un ruolo centrale negli eventi. Il terzo libro invece verterà su Sara, l'amica di Anna.

Quali sono gli autori che ti hanno influenzata particolarmente?
Tutti i libri che ho letto mi hanno influenzata, ma amo in modo particolare Loic MacMaster Bujold e M. M. Kaye. Pur non riuscendo per niente a scrivere come loro.

Ho una domanda che mi ronza in testa da tempo. Nel tuo primo romanzo, Imprinting Love, la protagonista si chiama Anna; La fiamma del destino ha come protagonista la ragazza di nome Anna. Come mai la scelta di questo nome? Qualche curiosità particolare riguardo il nome Anna? 
Come ho detto prima in origine erano lo stesso personaggio, poi ho lasciato ad entrambe lo stesso nome anche se i personaggi durante la scritttura dei due libri si sono molto diversificati. Io amo i nomi corti non volevo una protagonista con un nome troppo imprtante o strano e ho sempre amato il nome anna fin da quando guardava il cartone di anna dai capelli rossi.

Durante il corso della storia le canzoni hanno un'importanza notevole. Che importanza, invece, hanno le canzoni per te? Che importanza dai tu alle canzoni?
Io ho sempre la radio accesa, non esiste il silenzio in casa mia, Mai. E se trovo le canzoni giuste scrivo molto meglio. La musica fa da sottofondo ad ogni momento della mia vita. E' importantissima.

Come ultima domanda: Hai dei consigli per i giovani aspiranti scrittori?
Anche io sono ancora solo un'aspirante e posso solo dire loro di non vergognarsi per il fatto di voler scrivere, di non credere a tutte le persone che diranno loro che tutti oggigiorno vogliono scrivere e vogliono essere pubblicati, ed è meglio pensino ad alrto, perchè io credo invece sia una gran cosa. Ci lamentiamo che la gente legga poco e poi scoraggiamo chi vuole pubblicare un libro? Non è una contraddizione? Se vogliono scrivere che scrivano, se vogliono essere pubblicati che tentino di esserlo, e se vogliono autopubblicarsi che lo facciano. E' giusto che riescano ad esprimere ciò che vogliono esprimere. E' un bel desiderio il loro, non si ubriacano fino a stordirsi, non si fanno di coca, non rubano, vogliono solo scrivere e vanno incoraggiati e tanto, e applauditi per questo loro desiderio, a mio avviso. Forse i loro libri non verranno letti da tante persone, forse non saranno venduti in Tutta Italia o in tutto il mondo, intanto hanno scritto e hanno espresso loro stessi. Perciò io dico loro non mollate..


Grazie mille per essere stata con noi, e' stato un vero piacere. Tanti auguri per le prossime pubblicazioni, che spero diventino tante.
Per quanto mi riguarda ho apprezzato molto il tuo romanzo e spero di poter leggere il seguito il primo possibile. Ti ringrazio un altra volta per avermi inviato La fiamma del destino (e anche Imprinting love, che cercherò di leggere) e sopratutto complimenti per l'ottimo lavoro che stai facendo.


  

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